• 20/05/2024

A Berlino apre Fruit Logistica

 A Berlino apre Fruit Logistica

Stand Mela Verona durante l’evento Fruit Logistica

Coldiretti:  in vetrina la produzione ortofrutticola veneta

A Berlino apre Fruit Logistica (link) la vetrina l’ortofrutta con operatori e produttori veneti in prima linea a testimoniare valori e qualità della produzione. Se il comparto orticolo  regionale nella scorsa annata ha tenuto con leggeri incrementi degli investimenti per diversi prodotti come come la patata (3.500 ha, +1,4%), il radicchio (4.650 ha, +2%), la lattuga (1.100 ha, +2,6%) e la fragola (370 ha, +2%) mentre altre colture hanno avuto aumenti più rilevanti, come asparago (1.830 ha, +4%), zucchina (1.570, +10,5%), aglio (+14,5%), fagiolini e piselli, l’andamento è stato positivo per il settore frutticolo. Tutte in rialzo rese ad ettaro, che hanno portato ad un aumento generalizzato delle produzioni: melo (+71,4%), pero (+415,6%), pesco (+669,6%), kiwi (+327,3%), ciliegio (+52,8%) e olivo (+495%). I dati sono di Veneto Agricoltura che,  secondo le prime valutazioni dell’andamento 2022,  tengono conto anche del clima e delle problematiche fitosanitarie che hanno condizionato alcune specialità del territorio risparmiandone altre. Nonostante il contesto il settore agricolo nel suo complesso ha generato un valore alla produzione di circa 7,7 miliardi di euro, in aumento di circa il 18% rispetto al 2021. Un grande risultato fatto di giovani, di imprenditoria femminile, di storie di coraggio e innovazione. Molti di loro sono presenti alla manifestazione inaugurata alla presenza del Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e del Segretario Generale Vincenzo Gesmundo.

Le esportazioni di frutta e verdura fresche e trasformate superano per la prima volta il muro dei 10 miliardi di euro grazie a un aumento dell’8% – sostiene Coldiretti – e proprio la Germania rappresenta il primo mercato di sbocco per l’ortofrutta Made in Italy con circa un quarto del totale esportato, grazie anche a un aumento del 7% degli acquisti. Il secondo mercato di riferimento è la Francia, dove si registra però un arretramento del 2% – rileva Coldiretti -, mentre al terzo posto c’è la Gran Bretagna che al contrario vede un incremento dell’export del 15%, nonostante le difficoltà commerciali legate alla Brexit. Al quarto posto si piazza la vicina Austria, dove le vendite crescono dell’8%, subito davanti agli Stati Uniti che sono il primo mercato extra Ue grazie a un incremento record del 20%. Il settore ortofrutticolo nazionale – spiega Coldiretti – garantisce all’Italia 440mila posti di lavoro, pari al 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 miliardi di euro all’anno tra fresco e trasformato, pari al 25% della produzione agricola totale, grazie all’attività di oltre 300mila aziende agricole su più di un milione di ettari coltivati in Italia e vanta ben 119 prodotti ortofrutticoli Dop e Igp. L’Italia – rileva Coldiretti – primeggia inoltre in Europa con molte produzioni importanti: dalle mele alle pere, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne ma anche per molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi.

“Un risultato che potrebbe essere paradossalmente migliore se si riuscisse a superare il gap logistico e infrastrutturale che costa all’agroalimentare 7,8 miliardi di euro all’anno, secondo il Centro Studi Divulga, e, nel caso del prodotto fresco, è particolarmente penalizzante per le nostre imprese rispetto ad altri Paesi produttori” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre cogliere le opportunità offerte dal Pnrr per garantire trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo”.

Le esportazioni di frutta e verdura fresche e trasformate superano per la prima volta il muro dei 10 miliardi di euro grazie a un aumento dell’8%, nonostante le difficoltà legate all’aumento dei costi legato alla guerra in Ucraina ma anche degli effetti dei cambiamenti climatici che hanno penalizzato soprattutto il settore del fresco. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle proiezioni su dati Istat relativi ai primi dieci mesi dell’anno divulgata in occasione dell’inaugurazione di Fruit Logistica di Berlino, la principale fiera internazionale di settore dove è presente il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini per incontrare gli operatori italiani.

Proprio la Germania rappresenta il primo mercato di sbocco per l’ortofrutta Made in Italy – sottolinea Coldiretti -, con circa un quarto del totale esportato, grazie anche a un aumento del 7% degli acquisti. Il secondo mercato di riferimento è la Francia, dove si registra però un arretramento del 2% – rileva Coldiretti -, mentre al terzo posto c’è la Gran Bretagna che al contrario vede un incremento dell’export del 15%, nonostante le difficoltà commerciali legate alla Brexit. Al quarto posto si piazza la vicina Austria, dove le vendite crescono dell’8%, subito davanti agli Stati Uniti che sono il primo mercato extra Ue grazie a un incremento record del 20%.

Sul totale delle esportazioni gli ortaggi freschi valgono oltre 1,8 miliardi che salgono a 5,3 miliardi di euro se si considera anche il trasformato, secondo l’analisi Coldiretti, dove con le salse e concentrati di pomodoro pesano per quasi la metà del totale. La pummarola Made in Italy ha messo a segno nel 2022 un incremento record del 27% a riprova del successo dei prodotti della Dieta Mediterranea all’estero nonostante guerre e pandemie.  L’export di frutta fresca vale, invece, 3,8 miliardi, ai quali vanno aggiunti gli 1,2 miliardi di succhi, confetture e conserve.

Il settore ortofrutticolo nazionale – spiega Coldiretti – garantisce all’Italia 440mila posti di lavoro, pari al 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 miliardi di euro all’anno tra fresco e trasformato, pari al 25% della produzione agricola totale, grazie all’attività di oltre 300mila aziende agricole su più di un milione di ettari coltivati in Italia e vanta ben 119 prodotti ortofrutticoli Dop e Igp. L’Italia – rileva Coldiretti – primeggia inoltre in Europa con molte produzioni importanti: dalle mele alle pere, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne ma anche per molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi.

“Un risultato che potrebbe essere paradossalmente migliore se si riuscisse a superare il gap logistico e infrastrutturale che costa all’agroalimentare 7,8 miliardi di euro all’anno, secondo il Centro Studi Divulga, e, nel caso del prodotto fresco, è particolarmente penalizzante per le nostre imprese rispetto ad altri Paesi produttori” ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre cogliere le opportunità offerte dal Pnrr per garantire trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo”.

Da: COLDIRETTI

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