• 02/03/2024

Asteasier vince la Start Cup Veneto 2023

 Asteasier vince la Start Cup Veneto 2023

Asteasier vince Start Cup Veneto brevettando microalghe per la produzione di astaxantina naturale. Abbiamo chiesto al prof. Ballottari di parlarcene

Matteo Ballottari, Paolo De Stefanis, Lorenzo Sbizzera, Francesca Petrucci, Federico Perozeni, Stefano Cazzaniga, Nico Betterle sono i protagonisti del gruppo Asteasier, start up vincitrice della Start Cup Veneto 2023. Asteasier desidera diventare un’azienda leader per la produzione e la vendita di componenti preziosi per l’alimentazione e il benessere umano e animale. Ma proviamo a capire cos’è l’astaxantina e perché questa ricerca è fondamentale per la sostenibilità industriale.

L’astaxantina è un carotenoide responsabile della pigmentazione rosa/arancione di numerosi pesci, come salmone, gamberetti e crostacei, ed è anche uno degli antiossidanti più potenti presenti in natura, in quanto fornisce una maggiore risposta immunitaria contro agenti patogeni e virus.

I nuovi ceppi di microalghe identificati e brevettati da Asteasier come potranno venire impiegati nell’industria nel breve periodo? In quali settori e con quali conseguenze sostenibili?

«L’astaxantina è prodotta naturalmente da alcuni microorganismi, chiamati microalghe, ed è necessaria per consentire una corretta pigmentazione dei salmoni: senza questo pigmento, il prodotto finale rimane di un colore grigiastro e, quindi, improponibile per il mercato.

Oggi, il fabbisogno di prodotti ittici è sempre più elevato, ma la pesca non può sostenere questa domanda crescente: l’acquacoltura è infatti tra i settori con la crescita economica più evidente. L’utilizzo di astaxantina naturale come agente pigmentante risulta però improponibile per il settore dell’acquacoltura a causa degli elevati costi di produzione. Per questo motivo, il mercato dell’astaxantina (1.6 miliardi di euro con un CAGR di oltre il 16 per cento) è oggi dominato da una variante di astaxantina prodotta tramite sintesi chimica da derivati del petrolio.

Il problema è che questa variante sintetica è meno sostenibile per l’ambiente e non ha le stesse proprietà antiossidanti della variante naturale (sono alla fine molecole diverse che hanno in comune solamente la capacità di dare pigmentazione). La nostra tecnologia, grazie ai nostri ceppi di microalghe brevettati, consente invece di produrre astaxantina naturale con tutto il suo potere antiossidante tramite un nuovo processo di produzione più semplice, più sostenibile e con costi ridotti.

Il nostro obiettivo è quindi quello di proporre al settore dell’acquacoltura un prodotto naturale, slegato da composti fossili, prodotto da microorganismi che consumano CO2, in grado di essere competitivo con l’astaxantina sintetica di origine fossile. Le conseguenze sono quindi una maggiore sostenibilità, ma anche un maggior beneficio in termini di resa produttiva: le proprietà antiossidanti dell’astaxantina naturale hanno un impatto positivo in termini di benessere e, di conseguenza, di resa e qualità negli animali da allevamento. È attualmente in corso la validazione dei prodotti Asteasier con un’importante multinazionale – tra i maggiori produttori di aquafeed – che ci consentirà di dimostrare su scala industriale i benefici della nostra tecnologia».

Il progetto Asteasier, finanziato dall’UE, mira allo sviluppo di una piattaforma innovativa per la produzione simultanea di alto livello e a basso costo di astaxantina naturale: quali sono oggi i costi della astaxantina? E, realisticamente, quale sarà l’impatto economico di questi nuovi ceppi da voi identificati?

«L’astaxantina naturale oggi ha un costo sul mercato che dipende dalla qualità e dal grado di purezza e può andare da un minimo di 2mila €/Kg fino a 60mila€/Kg. Al contrario, l’astaxantina sintetica ha un prezzo di vendita molto al di sotto dei 2mila €/ Kg. La nostra tecnologia consente di proporre sul mercato astaxantina naturale a un prezzo competitivo.

Inoltre, i nostri prodotti non contengono solo astaxantina, ma anche altri nutrienti importanti per la salute animale e umana come omega-3, proteine e vitamine. L’impatto economico atteso per la start up Asteasier è di raggiungere un fatturato di oltre dieci milioni di euro in pochi anni, ma è previsto un impatto positivo anche per il settore dell’acquacoltura, rendendo fattibile l’utilizzo dell’astaxantina naturale con un ritorno in termini di resa di produzione, nonché di maggiore sostenibilità».

Grazie ad Asteasier, il settore dell’acquacoltura potrà beneficiare delle notevoli proprietà antiossidanti e antinfiammatorie dell’astaxantina naturale, ma le possibili applicazioni abbracciano anche il settore della cosmetica e della nutraceutica: può farci qualche esempio?

«L’astaxantina naturale ha un potere antiossidante 6mila volte più forte della vitamina C. Ci sono studi scientifici che ne dimostrano le proprietà antinfiammatorie, antitumorali e preventive per una serie di patologie.

Oggi esistono sul mercato integratori alimentari e cosmetici per la skin care a base di astaxantina naturale venduti a prezzi importanti: i ceppi algali da noi brevettati sono potenzialmente adatti anche per queste applicazioni e contiamo nel breve periodo di iniziare partnership con aziende operanti in questi settori per definire possibili formulazioni adatte per i mercati della nutraceutica e della cosmetica».

Tornando al traguardo raggiunto da Asteasier: quanto tempo è servito per identificare questi nuovi ceppi e quali potranno essere le ricerche future che coinvolgeranno questo settore e quali i prossimi obiettivi?

«L’attività di ricerca è iniziata nel 2016 grazie a una serie di progetti finanziati dall’Unione Europea (progetti ERC e EIC). Abbiamo affrontato un lungo percorso per arrivare allo sviluppo e alla validazione della tecnologia e finalmente nei prossimi mesi verranno completate anche le prove presso i partner industriali. A quel punto saremo pronti per far partire la produzione ed entrare sul mercato.

L’obiettivo principale e a breve termine è quello di ottimizzare ulteriormente il processo produttivo per realizzare una produzione in larga scala e ottenere i finanziamenti necessari per la costruzione del nostro impianto. Nel medio e lungo periodo abbiamo poi l’obiettivo di entrare anche nei mercati della cosmetica e nutraceutica previa validazione con i partner industriali di questi settori»

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Anna Fogarolo

Copywriter, scrittrice, esperta comunicazione digitale

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