• 20/05/2024

Ebicom Treviso: servizi e sussidi

 Ebicom Treviso: servizi e sussidi

Adriano Bordignon

Donne, Lavoro, Terziario: Da EbiCom Treviso servizi e sussidi per armonizzare i carichi familiari

Nella giornata dedicata alle donne, l’Ente Bilaterale del terziario sottolinea l’importanza dell’accesso ai sussidi e agli aiuti per le donne, le famiglie e la maternità.

Nel mese dedicato alle donne desideriamo sottolineare gli aiuti e i sussidi dedicati ad alleggerire il carico famigliare e a favorire l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro. A parlare è Adriano Bordignon, presidente di EBiCom Treviso: “il nostro settore, il terziario, ha un’alta incidenza della presenza femminile, sia tra le donne dipendenti, sia tra le imprenditrici, e proprio per questo abbiamo affrontato, con strumenti concreti ed il varo di politiche attive rivolte sia alle imprese che ai lavoratori, il divario di genere. E’ un tema cruciale per lo sviluppo economico, sociale e politico del nostro territorio”.

Su cosa possono contare le lavoratrici e le imprenditrici del terziario trevigiano? “La bilateralità” – spiega la vicepresidente Patrizia Manca– “eroga aiuti e sussidi con l’ottica della politica attiva, per sostenere il lavoro femminile e alleggerire i carichi famigliari e favorire l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro. Sostiene anche le aziende nel momento dell’assenza di maternità, favorendo la continuità lavorativa”.

Gli aiuti che, in generale, favoriscono il nucleo famigliare spaziano da: i contributi per le spese scolastiche (medie inferiori e superiori più spese trasporto per le elementari) variabili da 150 a 250 euro a figlio, poi i contributi annuali per le tasse universitarie, pari a 300 euro per studente, i 200 euro di contributo per le rette di iscrizione e nido e materna, fino ai 1500 euro una tantum per le famiglie con figli disabili (legge 104) a carico. Per la gestione di colf, badanti e baby-sitter è previsto un contributo fisso di 200 euro. Per le aziende invece, sul fronte maternità, ci sono i 500 euro mensili, erogabili per un massimo di tre mesi, per le aziende che assumono una persona per sostituire una dipendente in maternità. Se poi decidono di assumere il/la sostituto viene dato un contributo una tantum di 2000 euro. Viene inoltre erogato un contributo una tantum pari a 1.100,00 euro nelle ipotesi in cui il lavoratore/trice, al rientro dal congedo post maternità/paternità, richieda un part time post maternità, un congedo parentale con fruizione su base oraria o indennità per riposi giornalieri (allattamento).

La bilateralità trevigiana, messa in campo dall’Unione provinciale Confcommercio, e da Filcams CGil , Fisascat Cisl e UitTUCS-UIL, si pone l’obiettivo di sostenere il lavoro femminile in tutte le sue forme, alleggerendo spese fisse ed erogando sussidi negli ambiti più scoperti.

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Redazione

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