• 24/02/2024

Elezione del nuovo presidente di Legacoop Veneto: Devis Rizzo

 Elezione del nuovo presidente di Legacoop Veneto: Devis Rizzo

Devis Rizzo – nuovo presidente Legacoop Veneto

Congresso di Legacoop Veneto    “L’impresa del futuro: cooperativa, per tuttə”.

Adriano Rizzi, presidente uscente: «Nella crisi abbiamo tenuto: saldo in generale il sistema delle nostre coop, stabile il numero di imprese, soci e occupati, come il valore della produzione. Ma le incertezze sono tante, e le sfide restano importanti».

Eletto nuovo presidente Devis Rizzo, alla guida di Legacoop per i prossimi quattro anni: «Due le parole chiave del mio mandato: rappresentanza e crescita. Serve
essere più consapevoli del nostro ruolo e del modello di impresa che rappresentiamo».

Esce pesantemente colpita da questi ultimi difficili anni anche la cooperazione associata a Legacoop Veneto, come d’altra parte l’intero mondo imprenditoriale, ma dimostrando comunque una sorprendente capacità di tenuta. Una rete numerosa e composita che oggi conta 365 cooperative, attive nei diversi settori. Un pezzo importante di economia e occupazione del Veneto, di know how e valore competitivo del territorio. Imprese che nel loro insieme realizzano un valore della produzione superiore a 2,5 miliardi di euro, contano oggi quasi 400mila soci e occupano, complessivamente, oltre 31mila addetti.

Sta qui la sintesi di quanto emerso dai numeri presentati oggi da Legacoop Veneto, riunita a Galzignano Terme (Padova) per il suo 12° congresso regionale. Presenti oltre 250 delegati e delegate delle cooperative, chiamati ad eleggere la Direzione regionale che ha indicato in Devis Rizzo il nuovo presidente regionale, alla guida dell’associazione per il prossimo quadriennio.

Nonostante la congiuntura complessa e a dir poco faticosa di questi ultimi anni, buone le performance anzitutto delle coop industriali (oltre il 42% del numero complessivo delle associate): in primis del manifatturiero che dall’ultimo congresso, 2019, vede aumentare del 72,9% il suo valore produzione, e può contare oggi anche sui risultati delle virtuose esperienze dei workers buyout accompagnate dall’associazione, arrivate a nove. Ma crescono anche il settore del sociale e sociosanitario (ben il 34% del totale imprese) registrando un incremento sia in termini di valore della produzione (+22,0%) che in termini di numero soci e di addetti (+21,8% per entrambi), nonché le coop di consumo (dalla grande distribuzione al modello innovativo delle comunità energetiche) con un incremento del 21,3% del valore della produzione rispetto al 2019. E ancora, leggero andamento negativo purtroppo per i valori dell’agroalimentare e di cultura e turismo; in evidente crisi sistemica si conferma infine il settore della filiera delle costruzioni, con un calo del 50,9% del suo valore della produzione negli ultimi quattro anni.

«Sono stati anni tremendi e complicati da gestire – ha ricordato Adriano Rizzi nel suo intervento di fine mandato come presidente uscente di Legacoop Veneto, in carica dal 2013 –. Anni che ci hanno chiesto di mettere in stand by il nostro ambizioso piano di sviluppo lanciato nello scorso congresso del 2019, come organizzazione e come sistema di imprese. Diverse sono diventate, all’improvviso, le priorità e spesso si è trattato di emergenze a cui far fronte in tempi stretti e per le quali immaginare soluzioni nuove, per noi come per le cooperative». «In tante si sono caricate sulle spalle il peso e la responsabilità di continuare e gestire servizi essenziali, come il settore sociale: un pezzo di welfare imprescindibile per le persone e le famiglie – ha continuato –. Altre, come quelle del turismo e della cultura, hanno pagato il più duro prezzo della pandemia. E poi più recentemente è arrivata la guerra, e ancora i rincari energetici che hanno colpito tutte, indistintamente, ma in primis le coop industriali. Criticità inattese e mai conosciute prima, verso le quali ci siamo tutti ritrovati con le armi spuntate. Eppure il mondo coop associato a Legacoop ha saputo comunque tenere, pur con la disomogeneità nota tra settori che ha riguardato anche le altre imprese. Tenuta nel fatturato complessivo, nell’occupazione, come nel numero di soci e di coop aderenti».

«Crediamo che una promessa su tutte sia stata mantenuta – ha aggiunto ancora Rizzi –: quella di aver svolto il nostro ruolo per il territorio, contribuendo a fare buona impresa e a generare economia e lavoro, avviando anche esperienze virtuose e innovative, e al contempo promuovendo un modello di economia e di sviluppo sostenibili e inclusivi».

Nel bilancio di mandato di quest’ultimo quadriennio si conta lo sviluppo di azioni e servizi per le imprese negli ambiti soprattutto della formazione (grazie soprattutto a Isfid Prisma, la società cooperativa di servizi e consulenza alle imprese di Legacoop Veneto), l’innovazione, la promozione di nuova cooperazione (sette quelle nuove sostenute dalla prima edizione del bando Coopstartup). E ancora l’assistenza nell’accesso al credito, in primis gli strumenti finanziari del sistema coop: ben 2 milioni e 585mila gli importi in equity e circa 6 milioni in forma di finanziamento erogati da Coopfond e rispettivamente 665mila e 5 milioni da CFI. Significativa la collaborazione con Banca etica, in special modo per le cooperative nate da operazioni di workers buyout.

Attenzione è stata riservata alle alleanze sul territorio con altre organizzazioni, ben oltre gli steccati di confine e l’agire con autoreferenzialità. Come il patto con Cna, mirato a promuovere lo strumento wbo anche nel passaggio generazionale, e con Cia, per assicurare alle imprese dell’agroalimentare servizi efficienti e mirati.

Linee di azione che Adriano Rizzi ora trasmette come un testimone al nuovo presidente Devis Rizzo. Classe 1974, originario di Este (Padova), alle spalle un lungo percorso nel sistema cooperativo italiano e nello specifico in Legacoop Veneto; dal 2014 presidente di Kostruttiva, consorzio di cooperative della filiera edilizia e costruzioni.

Oltre a sottolineare la continuità di mandato, Rizzo ha condiviso con l’Assemblea le nuove traiettorie per Legacoop Veneto e per le sue coop. Perché se i numeri, superiori alla media nazionale delle associate all’organizzazione, certo confortano, non bastano a tranquillizzare in quest’epoca dominata dall’incertezza. E le sfide ancora sono tante e restano importanti in questa ulteriore fase congiunturale – si è detto a più voci al congresso –, nonostante i segnali di tenuta emergenti dai numeri per gli anni precedenti. Tra tutte vi è la necessità di processi strutturati di managerializzazione delle imprese, per renderle più attrezzate nell’incertezza imperante e in particolare per favorire l’innovazione (sostenibile e digitale) e l’ingresso in nuovi mercati: aiutare le cooperative a coglierle significa anche continuare a compiere al meglio come organizzazione la propria funzione.

«Dopo la fase in cui molte energie dell’organizzazione sono state concentrate a potenziare il sistema di servizi da offrire alle imprese, oggi serve tornare a rafforzare la “rappresentanza” – ha annunciato in particolare il neoeletto Devis Rizzo –. Perché alle cooperative è necessario il nostro ruolo di intermediazione con i diversi stakeholder, istituzionali, economici, sociali, tanto più nel processo impetuoso di disintermediazione politica e sociale a cui assistiamo. E per far ciò dobbiamo continuare ad essere soggetto che sta dentro alle dinamiche e alle politiche del territorio. Ancor più dopo un periodo in cui le diverse crisi ci hanno costretto, pancia a terra, a lavorare sul fronte della difesa. Ora è tempo anche di rilanciare il nostro pezzo di imprenditorialità, fedeli alla nostra visione cooperativistica. Dunque “crescita” è la seconda parola chiave di questo nuovo mandato – ha proseguito –: crescita nel numero di coop associate come nel volume di affari. Serve per questo, come organizzazione e come imprese, essere più consapevoli dell’epoca che stiamo vivendo e del preciso modello di impresa che rappresentiamo: non siamo una riserva indiana, siamo semplicemente differenti. Siamo economia e lavoro, e dobbiamo sempre più misurarci col mondo esterno, essere aperti e lasciarci contaminare».

Redazione

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