• 18/05/2024

IoSonoCultura 2023. I dati di Venezia e Rovigo

 IoSonoCultura 2023. I dati di Venezia e Rovigo

Settore cultura: 1.450 milioni di euro di valore aggiunto a Venezia e 221 milioni a Rovigo nel 2022. Ecco i dati del Rapporto Annuale “IoSonoCultura 2023” di Fondazione Symbola e Unioncamere

 

Cultura e creatività si affermano anche a Venezia e Rovigo come settore cruciale per l’economia dei due territori nel 2022. A confermarlo sono i dati provinciali messi a disposizione da Fondazione Symbola ed Unioncamere nell’ambito del Rapporto Annuale “IoSonoCultura2023”. Un valore aggiunto, quello generato dal settore, che ammonta a 1.450 milioni di euro per Venezia e 221 milioni di euro per Rovigo, con un peso specifico sull’economia provinciale, rispettivamente, del 5,8% (Venezia) e del 3,8% (Rovigo). Percentuali, quelle di Venezia, che superano il dato nazionale (5,6%), il dato dell’area Nord Est (5,2%) e il dato regionale (5,4%).

In Italia, secondo il rapporto “IoSonoCultura2023”, le imprese culturali e creative registrate sono 275.318, generano un valore aggiunto pari a 95.500 milioni di euro (+1,8% rispetto al 2021), impiegano più di 1.490.000 dipendenti.

Più di un quinto di queste aziende si trovano nell’area Nord Est (54.404) e ben 23.072 in Veneto, regione che occupa nel settore cultura e creatività più di 140mila addetti suddivisi nei sottosettori: architettura e design, comunicazione, audiovisivo e musica, videogames e software, editoria e stampa, performing arts e arti visive, patrimonio storico e artistico e, infine, creative dreavens. Il valore aggiunto economico in Veneto raggiunge quasi 9.600 milioni di euro (il 10 per cento del dato nazionale) con un peso sull’economia regionale pari al 5,4%.

Il settore culturale funge, in tutto il Bel Paese, da attivatore per ulteriori settori economici quali turismo, trasporti e Made in Italy generando un valore aggiunto complessivo di 271.900 miliardi di euro, pari al 15,9% dell’economia nazionale. Il Rapporto Annuale, inoltre, evidenzia come la pandemia e l’uscita dalla stessa abbia accelerato la commistione tra cultura e digitale, in particolare nella fruizione di contenuti multimediali, musica, audio, video, radio, videogiochi, ed a cascata:

  • Abbassato l’età media dei fruitori dei contenuti culturali, in particolare nelle aree più digitalizzate dell’intero comparto;
  • Favorito il rebranding di marchi storici, grazie alle aziende che si occupano di comunicazione, per avvicinare il pubblico dei più giovani;
  • Portato alla ribalta nuove generazioni di artisti contemporanei nelle arti visive, nella musica, nella scrittura;
  • Supportato tematiche quali la sostenibilità ambientale;
  • Ridefinito le regole dell’editoria;
  • Favorito, in generale, il rinnovamento dell’offerta.

Di grande importanza anche gli strumenti messi a disposizione dall’Unione Europea, come il rifinanziamento del NEB – New European Bauhaus con 106 milioni di euro, al fine di dare slancio all’economia puntando su cultura e creatività. Il 2023, inoltre, è il terzo anno del programma Europa Creativa 2021-2027, il cui budget annuale ammonta a 311,7 milioni di euro di cui: 103 milioni per il settore Cultura, 180,8 milioni per il settore Media, 28 milioni per la sezione cross-settoriale.

VENEZIA

Nella città metropolitana di Venezia il comparto culturale e creativo ha generato nel 2022 1.450 milioni di euro di valore aggiunto economico con un peso specifico sull’economia provinciale del 5,8%. Le imprese registrate nella città metropolitana ammontano a 4.193 ed occupano 24.525 addetti, rappresentando il 5,4% delle imprese registrate totali ed il 6,5% degli occupati.

I dati veneziani superano sia la media nazionale (5,6% peso sull’economia, 4,5% imprese registrate, 5,8% occupati), che quella del Nord Est (5,2% peso sull’economia, 4,8% imprese registrate, 5,8% occupati) che quella regionale (5,4% peso sull’economia, 4,8% imprese registrate, 6,1% occupati).

Inoltre, Venezia si classifica come la prima provincia del settore in Veneto per peso sull’economia del proprio territorio, al pari merito di Padova al 5,8%, seguita da Vicenza (5,5%), Treviso e Verona (entrambe al 5,3%), Belluno (4%) e Rovigo (3,8%).

È, inoltre, al primo posto per incidenza di numero di occupati sul totale degli occupati della provincia (6,5%) seguita da Padova (6,3%), Vicenza (6,2%), Treviso (6,1%), Verona (5,9%), Belluno (4,6%) e Rovigo (4,2%); infine, è al primo posto anche per incidenza del numero di imprese registrate (5,4%), sul totale delle imprese registrate nel rispettivo territorio di riferimento, seguita da Padova (5%), Vicenza e Belluno (4,8%), Treviso e Verona (4,7%) e Rovigo (2,8%).

Guardando alla composizione dei sottosettori i dati del territorio veneziano riferiti al 2022 sono, così, distribuiti:

  • Editoria e stampa che genera 188,8 milioni di euro di valore aggiunto con 771 imprese registrate e 3322 occupati;
  • Architettura e design che genera 176,1 milioni di euro di valore aggiunto con 1960 aziende registrate e 3400 occupati;
  • Videogames e software che genera 174,7 milioni di euro di valore aggiunto con 414 imprese registrate e 2551 occupati;
  • Patrimonio storico e artistico che genera 126,2 milioni di euro di valore aggiunto con 26 imprese registrate e 2571 occupati;
  • Performing arts e arti visive che genera 77,4 milioni di euro di valore aggiunto con 430 imprese registrate e 1725 occupati;
  • Audiovisivo e musica che genera 61,3 milioni di euro di valore aggiunto con 119 imprese registrate e 558 occupati
  • Comunicazione che genera 28,7 milioni di euro di valore aggiunto con 473 imprese registrate e 684 occupati.

I Creative driven (realtà non strettamente riconducibili al settore culturale e creativo e capaci di allineare aspetti di business ad una proposta culturale e/o creativa, ridefinendo e talvolta valorizzando un proprio vantaggio competitivo), infine, generano 613,2 milioni di euro di valore aggiunto con 9715 occupati.

ROVIGO

In provincia di Rovigo il comparto culturale e creativo ha generato nel 2022  221,8 milioni di euro di valore aggiunto economico con un peso specifico sull’economia provinciale del 3,8%. Le imprese registrate nella provincia polesana ammontano a 728 ed occupano 4005 addetti, rappresentando il 2,8% delle imprese registrate totali ed il 4,2% degli occupati.

I dati rodigini sono al di sotto della media nazionale (5,6% peso sull’economia, 4,5% imprese registrate, 5,8% occupati), del Nord Est (5,2% peso sull’economia, 4,8% imprese registrate, 5,8% occupati) e della media regionale (5,4% peso sull’economia, 4,8% imprese registrate, 6,1% occupati).

Pur classificandosi all’ultimo posto tra le province del settore in Veneto per peso sull’economia della provincia (al primo posto troviamo Venezia al 5,8% a pari merito con Padova, seguite da Vicenza 5,5%, Treviso e Verona entrambe al 5,3% e Belluno al 4%), per incidenza di numero di occupati sul totale degli occupati della provincia al 4,2% (al primo posto abbiamo sempre Venezia al 6,5%, seguita da Padova 6,3%, Vicenza 6,2%, Treviso 6,1%, Verona 5,9% e Belluno 4,6%) e per incidenza del numero di imprese registrate, sul totale delle imprese registrate nel rispettivo territorio di riferimento, al 2,8%.

Al primo posto abbiamo sempre il capoluogo di Regione Venezia al 5,4% seguita da Padova al 5%, Vicenza e Belluno al 4,8%, Treviso e Verona al 4,7%.

Rovigo si contraddistingue ed è particolarmente apprezzata per l’offerta culturale, vivacizzata negli ultimi anni da importanti mostre ed eventi quali le mostre organizzate a Palazzo Roverella ed il Festival Rovigoracconta (entrambe sostenute dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo) nonché altri eventi e realtà al di fuori del capoluogo di Provincia.

Guardando alla composizione dei sottosettori i dati del territorio rodigino riferiti al 2022 sono, così, distribuiti:

  • Editoria e stampa che genera 31,1 milioni di euro di valore aggiunto con 206 imprese registrate e 563 occupati;
  • Architettura e design che genera 19,8 milioni di euro di valore aggiunto con 221 aziende registrate e 427 occupati;
  • Videogames e software che genera 14,1 milioni di euro di valore aggiunto con 91 imprese registrate e 275 occupati;
  • Patrimonio storico e artistico che genera 9,3 milioni di euro di valore aggiunto con 4 imprese registrate e 175 occupati;
  • Performing arts e arti visive che genera 8,9 milioni di euro di valore aggiunto con 86 imprese registrate e 197 occupati;
  • Comunicazione che genera 8,2 milioni di euro di valore aggiunto con 96 imprese registrate e 204 occupati;
  • Audiovisivo e musica che genera 4,4 milioni di euro di valore aggiunto con 24 imprese registrate e 49 occupati.

I Creative driven (realtà non strettamente riconducibili al settore culturale e creativo e capaci di allineare aspetti di business ad una proposta culturale e/o creativa, ridefinendo e talvolta valorizzando un proprio vantaggio competitivo), infine, generano 126 milioni di euro di valore aggiunto con 2116 occupati.

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Redazione

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