• 15/04/2024

La transizione energetica in Italia

 La transizione energetica in Italia

La transizione energetica in Italia a che punto siamo? Incontro aperto al pubblico in Aula Nievo dell’Università di Padova

Per la decarbonizzazione della propria economia l’Italia ha assunto degli impegni ambiziosi da realizzare entro il 2030. Nel 2022 tuttavia ha installato solo 3 GW aggiuntivi di rinnovabili, nel 2023 si stima siano 6 GW, ma dovrebbero essere circa il doppio per rispettare le promesse. Cosa stiamo facendo e, soprattutto, in che modo stiamo procedendo?

Venerdì 23 febbraio alle ore 17.00 in Aula Nievo del Palazzo del Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, si terrà la conferenza aperta al pubblico dal titolo “La transizione energetica in Italia: a che punto siamo?” organizzata dal Centro Levi Cases dell’Università di Padova con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova e della Fondazione Ingegneri Padova.

Durante l’incontro, attraverso gli interventi dei relatori (Davide Chiaroni, Francesco Gracceva e Agostino Re Rebaudengo), verranno illustrati i dati emersi dal rapporto Renewable Energy Report 2023, dall’analisi trimestrale del sistema energetico italiano, ma anche l’analisi della principale associazione del settore elettrico italiano che rappresenta oltre il 70% del mercato nazionale.

«Dopo anni di stallo, le installazioni di rinnovabili in Italia hanno ripreso a crescere. Questo rappresenta un passo avanti incoraggiante, tuttavia, è necessario intensificare gli sforzi – dice Paolo Mattavelli, Direttore del Centro Levi Cases –.

Attraverso una serie di eventi, il Centro Levi Cases offre una piattaforma di dialogo volta a esplorare strategie efficaci per accelerare il processo di decarbonizzazione.

Questi incontri si prefiggono l’obiettivo di partire da una solida base di dati scientifici per renderli comprensibili a tutti, stimolando un dibattito costruttivo che possa catalizzare una transizione energetica sostenibile, essenziale per il benessere del nostro paese».

«Nel 2023 l’Italia ha installato oltre 5 GW di rinnovabili (per oltre il 90% da fotovoltaico), quasi il doppio rispetto all’anno precedente – afferma Davide Chiaroni dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano –.

È tempo quindi di celebrazioni? Direi proprio di no, per almeno 3 ragioni. La prima: siamo ancora lontani dall’obiettivo di 9 GW all’anno (7,2 di fotovoltaico e 2,8 di eolico), il “minimo indispensabile” per stare nella traiettoria di decarbonizzazione.

La seconda: i grandi impianti sono sostanzialmente “marginali” nel nostro mercato. La terza: abbiamo nel frattempo perso molto terreno in Europa: la Germania ha il doppio del nostro installato pro capite di fotovoltaico, ma anche la Spagna ci ha superato; la Francia ha due volte il nostro eolico pro-capite, la Spagna 3 volte e la Germania 4. La partita non è ancora chiusa, ma dobbiamo avere la consapevolezza che bisogna scendere in campo con ancor più determinazione».

«Il sistema economico europeo e italiano uscito dall’ultimo biennio è meno energivoro (-7% circa) e più decarbonizzato (emissioni di CO2 -6% nell’Eurozona, -8% in Italia; in entrambi i casi circa -30% rispetto al 1990), nonostante la crescita del PIL (+4% complessivo nei due anni nell’Eurozona).

La soluzione del cosiddetto trilemma energetico però resta complessa – dichiara Francesco Gracceva, ricercatore di ENEA–. Tale evoluzione infatti, pur positiva, non sembra avere i caratteri di un radicale cambiamento di traiettoria del sistema.

Per l’Italia si stima che almeno la metà del calo dei consumi, e poco più della metà del calo delle emissioni, sia legato a fattori non strutturali, come il clima mite, il crollo della produzione industriale dei settori energivori, il contenimento dei consumi per i prezzi record, che hanno già avuto effetti traumatici sulla competitività di alcuni comparti industriali.

Il percorso di transizione energetica delineato dall’Unione Europea resta complicato: il tasso medio annuo di riduzione delle emissioni dovrebbe più che raddoppiare rispetto all’ultimo decennio».

«Accelerare la transizione energetica è la soluzione strutturale per aumentare la sicurezza e l’indipendenza del Paese e la competitività delle imprese, riducendo i costi dell’energia elettrica – sottolinea Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Elettricità Futura–.

Attualmente l’Italia ha una percentuale del 44% di rinnovabili nel mix elettrico. Il Piano elettrico, elaborato da Elettricità Futura in coerenza con il REPowerEU, ha l’obiettivo di portare le rinnovabili all’84% del mix elettrico al 2030.

Per raggiungere l’obiettivo occorrono 143 GW di impianti rinnovabili (oggi siamo a 66 GW) e 80 GWh di nuova capacità di accumulo di grande taglia entro, sempre, il 2030. Per realizzare il Piano elettrico 2030, le nostre imprese sono pronte a investire 300 miliardi, creando oltre mezzo milione di nuovi posti di lavoro in Italia».

L’incontro pubblico sarà aperto da Paolo Mattavelli, Direttore del Centro Levi Cases dell’Università degli Studi di Padova, interverranno su “Le rinnovabili in Italia: stato dell’arte dell’installato, opportunità e minacce verso la decarbonizzazioneDavide Chiaroni, Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, su “La transizione energetica italiana: analisi quantitativa e una valutazioneFrancesco Gracceva, ENEA, su “Transizione energetica in Italia: il punto di vista del settore elettricoAgostino Re Rebaudengo, Presidente di Elettricità Futura. Seguirà una tavola rotonda moderata da Arturo Lorenzoni, Centro Levi Cases dell’Università di Padova.

Il Centro studi di economia e tecnica dell’energiaGiorgio Levi Cases”, costituito presso l’Università degli Studi di Padova, è un centro interdipartimentale che si occupa di ricerca scientifica e tecnologica delle fonti di energia, della loro trasformazione, distribuzione e utilizzo finale.

Fondato nel 1969 grazie al lascito dell’Ingegnere Giorgio Levi Cases, il Centro raccoglie e coordina le attività di ricerca in campo energetico di 11 dipartimenti dell’Università degli studi di Padova e si avvale di finanziamenti privati e pubblici.

Obiettivo del Centro è di promuovere la collaborazione interdisciplinare tra laboratori attivi in diversi settori scientifici e tecnologici che operano nel settore dell’Energia, attraverso il sostegno della ricerca scientifica ed applicata, l’organizzazione di eventi a carattere scientifico e divulgativo, collaborazioni con enti di ricerca nazionali e internazionali, e con aziende private, e l’istituzione di corsi di formazione universitaria. Con i suoi 198 docenti organizzati in 54 gruppi di ricerca, il Centro Levi Cases si propone come riferimento locale e nazionale sulle tematiche energetiche.

 

Leggi altro su Formazione e Impresa -Dal mondo della Scuola e dell’Università

Redazione

Leggi gli ultimi contenuti pubblicati anche sulla nostra testata nazionale https://www.italiaeconomy.it

ADV

Leggi anche