• 08/12/2023

Lascito Forti per i più poveri alla città di Verona

 Lascito Forti per i più poveri alla città di Verona

Ritratto Achille Forti

Dal lascito Forti 700 mila euro a sostegno dei più poveri. In programma un evento per ricordare il grande benefattore veronese

Difficile se non impossibile quantificare il numero di veronesi in difficoltà che dal 1937 ad oggi hanno tratto beneficio e sollievo grazie al lascito di Achille Forti, che ha lasciato tutti i suoi beni al Comune di Verona, arricchendo in modo decisamente significativo il patrimonio pubblico della città.

Un patrimonio di immobili le cui rendite, 700 mila euro all’anno, consentono al Comune di finanziare interventi di vario tipo a favore di persone in condizioni economiche disagiate, pagando ad esempio bollette e visite sanitarie straordinarie a famiglie in difficoltà o la settimana di villeggiatura per anziani e disabili o nuclei con minori con problemi di salute.
Anche per il 2023 la volontà di Achille Forti sarà rispettata. Le somme derivanti dal patrimonio della Fondazione e dalle rendite del Lascito sono già state messe a bilancio e saranno destinate a pagare le rette delle strutture residenziali per anziani e disabili in condizioni di disagio economico (355 mila euro che si aggiungono ai 2 milioni stanziato dal Comune); per il sostegno con interventi economici straordinaria a cittadini in condizione di disagio socio-economico per far fronte ad esigenze di spese documentate (150 mila euro); per il servizio di soggiorni per anziani non autosufficienti (5 mila euro).
Le rendite della Fondazione, che Forti aveva destinato alla cura dei poveri malati di tubercolosi, serviranno per finanziare i soggiorni climatici per famiglie con figli minori.
Il lascito
Probabilmente unico in Italia per valore del suo patrimonio, risale al 1937 ed è composto da 922 appartamenti, 564 box, 336 posti auto, 2 magazzini, 8 negozi, 2 uffici e 8 fabbricati di altra natura. Dopo quasi un secolo, continua ad aiutare anziani e persone in difficoltà, come da volontà testamentaria dello stesso Forti, che oltre ad essere il grande mecenate e benefattore di Verona, fu anche un importante uomo di scienza.
Di famiglia ebrea, morì un anno prima l’emanazione delle leggi razziali, di cui fu vittima nonostante fosse già scomparso. Nel 1938, infatti, Palazzo Emilei Forti aprì al  pubblico come nuova Galleria d’Arte Moderna della città, come da sua volontà, e proprio in quell’occasione il busto a lui dedicato fu coperto con un telo.
Per ricordare la figura di Achille Forti e ciò che ancora oggi la sua generosità senza discrimine rappresenta per Verona, l’amministrazione intende organizzare un evento aperto alla cittadinanza per approfondire e conoscere tale figura e per sensibilizzare sulla cultura del dono.
Crediamo che la figura di Achille Forti meriti molto di più di quanto ha ricevuto finora dalla città – ha detto l’assessore al Patrimonio Michele Bertucco-. Ha lasciato al Comune un patrimonio immenso, non credo ci siano eguali in altri Comuni. Noi continuiamo nell’opera da lui voluta di destinare le rendite di tali beni alle persone bisognose che vengono segnalate dai Servizi sociali. Lo facciamo anche con il prezioso contributo della Commissione vigilanza Anchille Forti, al lavoro da poche settimana dopo la nomina dei nuovi componenti”.
Per il Comune il lascito Forti è una boccata d’ossigeno davvero insostituibile – ha aggiunto l’assessora ai Servizi sociali Luisa CeniNel concerto sono 700 mila euro che ogni anno il Comune può investire a favore delle persone bisognose, con servizi che vanno dalle rette per gli anziani e disabili nelle case di riposo al pagamento di spese straordinarie per famiglie in difficoltà. Una parte finanzia i soggiorni climatici del Turismo sociale, è importante dare occasioni di sollievo a chi si trova in situazioni difficili”.
Fanno parte della Commissione vigilanza Achille Forti, oltre all’assessore Bertucco, Donatella Barbazeni (riconfermata) e Francesco Benedetti.
Sono stato davvero colpito dall’entità del dono di Achille Forti – ha detto Benedetti-. Bene la proposta di un evento per la comunità veronese in cui si riscopra la nobiltà e l’efficacia dell’economia del dono”.
Il nostro intento è quello di valorizzare sempre di più questo patrimonio – ha aggiunto Barbazeni-. Durante il Covid è stato di grande aiuto per far fronte alle gravi difficoltà economiche legate alla pandemia”.

Redazione

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