• 13/07/2024

Moversi: l’innovazione della mobilità condivisa

 Moversi: l’innovazione della mobilità condivisa

Condividere i sedili liberi delle auto in circolazione con i pedoni, lungo il medesimo tragitto. Claudio Leonardi, Ceo di Moversi, ha raccontato a Veneto Economy come funziona il nuovo sistema di mobilità intelligente

Ad oggi l’auto è ancora un mezzo di trasporto insostituibile, soprattutto nelle aree in cui il servizio pubblico è carente o del tutto inesistente, nonostante la strategia europea di decarbonizzazione miri a incrementare forme di mobilità alternativa e abbia fissato tra soli 10 anni (2035) il termine ultimo per la produzione di nuovi motori a combustione e il passaggio globale a veicoli a emissioni zero. I numeri lo confermano: nel 2022, le autovetture circolanti sulle strade italiane hanno superato i 40 milioni, con un incremento dell’1 per cento rispetto al 2021 e del 19 per cento negli ultimi 20 anni (dati Istat).

Per cercare di limitare l’impatto delle auto, sono nati diversi servizi come il car sharing, il car pooling e il ride sharing, soluzioni che però necessitano di una programmazione preventiva impegnativa, anche in termini di costi.

Ė in questo contesto che nasce Moversi, un’app ideata proprio per rispondere alle necessità attuali. Si tratta di un sistema agile, semplice e immediato che permette di condividere i sedili liberi delle auto in circolazione con i pedoni, lungo il medesimo tragitto. Una piattaforma innovativa che rivoluziona la mobilità urbana, reinventando il ruolo dell’auto e trasformandola in un mezzo di trasporto a servizio collettivo sostenibile sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista economico per le persone, siano esse passeggeri o automobilisti.

L’auto è un mezzo “critico” nel contesto urbano attuale. Come può essere reso sostenibile? Qual è la proposta d’innovazione di Moversi?

«L’auto è certamente un mezzo di trasporto “critico” nel contesto urbano, ma resta un mezzo di trasporto insostituibile soprattutto in ambito extraurbano. Se è vero che non possiamo rinunciare all’auto, è altrettanto vero che possiamo ottimizzarne l’uso, trasformandola in un servizio. Moversi è un progetto di mobilità condivisa che, attraverso un’app intelligente, permette di trasformare l’identità propria dell’auto, rendendola un mezzo di trasporto a servizio collettivo. In altre parole, un servizio pubblico a carico privato».

Come funziona concretamente la rete di Moversi? Chi sono i founder?

«Moversi nasce nel 2021 da una mia idea. Oggi è supportata da giovani di talento come Giulia Faleri e Antonio Guadagnino. Si tratta di una grande community di utenti, automobilisti e pedoni/passeggeri certificati. Attraverso l’iscrizione obbligatoria alla community, possono condividere facilmente e in piena sicurezza i propri spostamenti quotidiani, creando di fatto una grande rete di trasporto costituita dai sedili vuoti sulle auto in circolazione».

VENETO ECONOMY - Moversi: mobilità condivisa
Claudio Leonardi

Moversi si definisce il futuro del car pooling: quali sono le differenze e le novità proposte?

«Moversi è l’evoluzione del car pooling a uso di massa per gli spostamenti quotidiani delle persone di breve e media distanza. Si differenzia dal classico car pooling perché non necessita di nessuna programmazione o preaccordo e lavora in tempo reale, mentre si è in partenza o in circolazione. Con Moversi non è l’utente che offre o richiede un passaggio, ma è l’app che segnala agli automobilisti e ai pedoni la possibilità di condividere tutto o una parte dello stesso percorso. A tutti gli utenti basterà inserire la propria destinazione, per ricevere l’avviso».

Moversi è sostenibilità ambientale, ma anche economica per gli automobilisti?

«Usare Moversi significa in primis sostenibilità ambientale: con meno auto, avremo meno traffico, meno emissioni di CO2, meno occupazione di suolo pubblico. Usare Moversi significa anche sostenibilità economica, da un lato per l’automobilista che condivide i costi di gestione dell’auto con i passeggeri (i quali contribuiscono con 10 cents/ km) e dall’altro per i passeggeri che possono spostarsi facilmente sulle auto circolanti nelle vicinanze al costo di un mezzo pubblico».

Contestualmente alla revisione del modus di fruizione dell’auto, non è necessaria una revisione dell’urbanizzazione?

«Certamente. Moversi, in quanto servizio complementare alla mobilità pubblica, ovvero di supporto alla mobilità pubblica extraurbana, consente più o meno direttamente alle amministrazioni pubbliche di concentrare i propri servizi in ambito cittadino. In questo modo, le aree urbane centrali possono gradualmente svuotarsi del traffico auto, per riservare corsie stradali ai mezzi di ultimo miglio, quali biciclette, monopattini. Non solo, con la riduzione della circolazione delle auto nei centri urbani è possibile creare nuove aree verdi, utili a migliorare la vivibilità della città stessa».

Dal suo punto di vista quando vedremo un cambio concreto e diffuso nell’utilizzo delle auto?

«Secondo noi di Moversi, un cambiamento significativo della mobilità automobilistica quotidiana si può ottenere soltanto considerando l’auto privata in circolazione un mezzo di trasporto collettivo al servizio pubblico. D’altronde l’auto è nata ed è stata progettata per trasportare le persone e non una singola persona. Per circolare necessita altresì di spazio pubblico, per questo l’auto non è un problema, ma una risorsa usata male».

Per approfondimenti visita il sito di Moversi

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Beatrice Elerdini

Giornalista, SEO Copywriter, Autrice tv e web e consulente di comunicazione

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