• 13/07/2024

PNRR, le novità a Padova e in Veneto

 PNRR, le novità a Padova e in Veneto

Tram Guizza

Il PNRR in Veneto entra nel vivo. A Padova il maggior finanziamento pro-capite, ne abbiamo parlato con l’assessore alla mobilità Andrea Ragona

Alta velocità, piste ciclabili, tram, efficienza energetica, digitalizzazione, innovazione, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è entrato nel vivo: sono molti i cantieri in Veneto a usufruire dei 9.564,54 milioni di euro stanziati. Alle infrastrutture si affiancano anche le scuole e nuove palestre, centri multifunzione e biblioteche.

Alcuni comuni ne stanno approfittando per realizzare opere in attesa da anni, altri per concretizzare progetti altrimenti destinati a rimanere nel limbo della mancanza di fondi.

A livello regionale sicuramente i progetti più importanti coinvolgono l’Alta Velocità/Alta Capacità, la tramvia a Padova, le piste ciclabili turistiche (Adriatica, VENTO Venezia-Torino, Trieste-Venezia, Garda, SOLE) e il progetto sul Delta del Po che prevede piste ciclabili, sentieri a piedi, in bici, a cavallo per scoprire il territorio.

PNRR Padova

Padova è la città italiana con il maggior finanziamento pro-capite, 3001 euro ad abitante, nell’ambito del PNRR, sono infatti 620 i milioni di euro ricevuti che vedono già diversi cantieri aperti in città (59 i cantieri previsti entro l’anno), le nuove linee del tram su rotaia e diversi lavori pubblici, l’ex Configiliacchi, l’ex sede Coni all’Arcella, l’ex Gabelli; cantieri che impegneranno la città fino al 2026, data limite per la chiusura dei lavori. Inoltre, anche a Padova sono previste piste ciclabili, interventi per l’abbattimento di barriere architettoniche nei musei e interventi sulle scuole.

Il nuovo TRAM di Padova

Sono due le nuove linee del tram che andranno a implementare le due già esistenti per un finanziamento pari a 238 milioni di euro, tram che se inizialmente raccolse molte critiche quando venne proposto oggi è forte dell’approvazione dei cittadini che lo considerano un mezzo di trasporto assolutamente positivo, non inquinante e valida alternativa per muoversi nella città di Padova.

Assessore, il tram che ai tempi dei sindaci Zanonato e Destro è stato ampliamente criticato è diventato oggi un mezzo di trasporto apprezzato dai cittadini padovani: secondo lei per quale motivo il sentire della città è così mutato nel tempo?

«È indubbio che, non solo a Padova, sta crescendo una sensibilità diversa rispetto all’ambiente che comprende anche la mobilità. I cittadini ci chiedono piste ciclabili, biciclette e monopattini in sharing e, in generale, un trasporto pubblico più efficiente, che non inquini e che permetta realmente di lasciare la macchina in garage.

Ovviamente si tratta di un cambiamento epocale, che richiede ingenti investimenti e una politica complessiva della mobilità e del trasporto che sia perseguita coerentemente per un tempo sufficientemente lungo da permettere all’amministrazione di realizzare i cambiamenti necessari e ai cittadini di conoscerli e apprezzarli.

La linea del tram nord sud Guizza-Pontevigodarzere è attiva dal 2007 ed è oramai apprezzata dalla grandissima parte dei padovani per la sua comodità, frequenza e puntualità. Abbiamo quindi deciso fin dal nostro primo mandato di creare un sistema a rete, battezzato SMART, realizzando altre due linee tranviarie, finanziate grazie al PNRR – che diventeranno la colonna vertebrale del trasporto pubblico cittadino.

Parlo della linea Sir3 che dalla Stazione arriva a Voltabarozzo (abbiamo allo studio il prolungamento fino a Legnaro) i cui lavori sono già avviati da qualche mese e della linea Sir2 che attraversa la città da est a ovest e che avrà i suoi capolinea da un lato a Vigonza e dall’ altro a Rubano servendo così anche due località importanti della cintura urbana.

Proprio nelle scorse settimane abbiamo firmato i contratti con le imprese che realizzeranno i lavori.  La stazione FS di Padova sarà il nodo nel quale le tre linee di tram si interconnetteranno tra loro, integrandosi così col trasporto ferroviario e con i bus extraurbani.  I padovani hanno capito che tutto ciò porterà un significativo miglioramento della mobilità in città per tutti, anche di chi per varie ragioni continuerà a usare la propria auto».

Ci saranno disagi nella viabilità durante la costruzione delle due nuove linee, come sempre accade quando si aprono cantieri pubblici: quali vantaggi concreti porterà questa implementazione?

«È inevitabile che la realizzazione di opere importanti come queste due linee del tram creino dei disagi durante la costruzione: stiamo cercando in ogni caso di diminuire il più possibile l’impatto sulla circolazione e sulle attività economiche nei pressi dei cantieri. Lo facciamo riducendo le dimensioni dei cantieri, limitando la circolazione solo quando è strettamente necessario, e dando il massimo delle informazioni in merito possibili.

Alla fine dei lavori, però, alcune delle direttrici  principali del traffico di penetrazione in città, quella da sud, proveniente dal Piovese, quella da est da Vigonza e la Riviera del Brenta, e quella da ovest da Rubano e Mestrino, disporranno di un servizio tranviario frequente, con mezzi  a quattro casse, più lunghi e capienti degli attuali, che viaggeranno per una gran parte del percorso in sede propria e beneficeranno della priorità di transito  ai semafori e negli incroci e, quindi, impiegheranno molto meno tempo a entrare in città rispetto ad oggi.

Le persone troveranno più comodo e più rapido lasciare la propria auto in uno dei parcheggi scambiatori, come adesso accade alla Guizza e a Pontevigodarzere. Ne guadagnerà non solo l’ambiente, ma anche la mobilità complessiva della città.

Non è un caso che siano tante le città europee più o meno della dimensione di Padova ad aver fatto la scelta di creare o potenziare le proprie reti tranviarie. Il tram è il veicolo migliore per spostare tante persone nelle principali direttrici delle città di medie dimensioni, dove le metropolitane sarebbero sovradimensionate, e dove i bus, anche se elettrici o i filobus, non possono assicurare una capacità adeguata».

Oltre ai parcheggi scambiatori quali altri servizi sono previsti con l’apertura delle due nuove linee del tram?

«La mobilità è un sistema complesso e articolato che richiede una visione complessiva. Quindi sono importanti i grandi parcheggi scambiatori alle estremità dei percorsi tranviari e dove serve in punti singolari del tracciato, penso ad esempio per il Sir2 al nuovo Ospedale di Padova Est. Ma naturalmente il sistema prevede anche di ridisegnare, dove serve i percorsi dei bus, che saranno sempre più moderni, elettrici e chissà forse, in un futuro più avanzato, a idrogeno, e avranno la funzione di collegare le fermate delle linee tranviarie con i quartieri della città.

A questo si aggiunge una rete di piste ciclabili che stiamo ampliando e modernizzando. Sottolineo che il progetto del tram Sir2 prevede la realizzazione di una ciclabile che segue tutto il percorso della nuova linea, proprio per facilitare il passaggio modale dalla bici al tram. Inoltre, abbiamo un’offerta di bici elettriche e monopattini in sharing e non dobbiamo dimenticare che è già attivo un servizio di car sharing che sarà ampliato in futuro. Insomma, sarà sempre più facile e comodo spostarsi in città con i mezzi pubblici, risparmiando tempo e denaro e contribuendo a rendere più vivibile la città».

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PNRR Venezia

A Venezia, tra i 49 diversi progetti risalta il finanziamento di 87,45 milioni di euro per l’acquisto di autobus ad emissione zero con alimentazione elettrica o ad idrogeno. A Marghera, i fondi verranno utilizzati per realizzare un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno verde. Mentre comuni più piccoli, come Mira, stanno usando i fondi per la digitalizzazione delle scuole.

PNRR Treviso

Protagonisti dei fondi PNRR della Provincia di Treviso sono le strutture scolastiche, sono ben 35 gli interventi programmati. Ma, soprattutto, c’è grande attesa per la riqualificazione dell’ex caserma Salsa. In quest’area è previsto, infatti, un parco pubblico, aule studio, spazi di co-working.

PNRR Vicenza
A Vicenza, il PNRR punta su piste ciclabili lungo l’argine del Bacchiglione e diversi lavori di riqualificazione, ma la richiesta di PNRR, inviata in ritardo e quindi rifiutata, sta duramente mettendo alla prova i progetti della città palladiana, nonostante i ricorsi.

PNRR Verona

Anche Verona prevede di usare i fondi PNRR per riqualificare alcune aree urbane, in particolare l’ex Arsenale, la costruzione di piste ciclabili e l’edilizia scolastica.

PNRR Rovigo

Anche Rovigo sceglie il traporto pubblico locale e stanzia 5,5 milioni per l’acquisto di mezzi a zero impatto, ma ha in programma anche il rifacimento del pattinodromo e l’adeguamento energetico del teatro Sociale.

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Anna Fogarolo

Copywriter, scrittrice, esperta comunicazione digitale

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