• 20/05/2024

Settimana della Sostenibilità

 Settimana della Sostenibilità

I risultati della ricerca Proetica con Fondazione Nord Est presentati all’evento inaugurale della “Settimana della Sostenibilità” di Confindustria Veneto Est

 

Sostenibilità: più di metà (56,9%) delle imprese di nord est Lombardia ed Emilia-Romagna la comunica. La nuova frontiera è la sostenibilità sociale, anche per attrarre nuovi lavoratori

Più della metà (56,9%) delle imprese manifatturiere del Nord Italia racconta il proprio impegno per la sostenibilità nel proprio sito web. Sono poche (l’1,2%) le imprese che si limitano a parlare genericamente di sostenibilità, utilizzando concetti vaghi o generici. Nel 48,7% dei siti si racconta esplicitamente di sostenibilità ambientale e nel 24,8% di sostenibilità sociale.

È quanto emerge da una ricerca sulla comunicazione della sostenibilità nelle imprese manifatturiere (con più di 3 milioni di fatturato) di Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Lombardia ed Emilia Romagna presentata oggi a Treviso all’evento inaugurale della “Settimana della Sostenibilità” di Confindustria Veneto Est (CVE), condotta da Fondazione Nord Est per Proetica, l’associazione tra CVE e Ordine dei Commercialisti e degli Esperti contabili di Treviso attiva dal 2004 per promuovere la cultura dell’economia sociale d’impresa e della sostenibilità. Alla ricerca ha collaborato Confindustria Emilia-Romagna.

«La politica industriale europea e mondiale si declina sempre più in termini di sostenibilità e su questo si stanno sempre più orientando le scelte strategiche e i comportamenti delle imprese, come conferma la ricerca di Proetica, con una robusta inclinazione alla sostenibilità, ambientale e sociale, che le nostre imprese considerano un vero e proprio asset di competitività, che le pone all’avanguardia in Europa – dichiara Leopoldo Destro, Presidente di Confindustria Veneto Est -. Da qui passano il benessere sociale e la competitività futura e dobbiamo imparare a parlare un linguaggio comune e condividere valori, obiettivi e impegni concreti per una crescita inclusiva e sostenibile».

«Filo conduttore dell’edizione 2023 della Settimana della Sostenibilità è l’acronimo ESG, Ambiente, Sociale e Governance economica – dichiara Walter Bertin, Vicepresidente di Confindustria Veneto Est delegato all’ESG – dedicando a ciascun fattore una intera giornata appunto per far comprendere come queste tre dimensioni vadano considerate come integrate e debbano procedere insieme. In particolare, abbiamo dato rilievo al Sociale, la seconda lettera di ESG, perché, come ha rilevato la ricerca di Fondazione Nord Est per Proetica, è un aspetto talvolta poco compreso o sottovalutato.

Ma, come ha evidenziato Gianluca Toschi, la sostenibilità sociale spesso si fa ma non si dice. È quindi una risorsa da valorizzare in azienda in chiave di relazione con i propri collaboratori, di attrazione di nuovo capitale umano, di scambio proficuo con gli stakeholder e con la comunità di riferimento di ogni azienda. L’Academy della Sostenibilità di Confindustria Veneto Est che presentiamo ufficialmente proprio nel corso della Settimana, sarà un punto di riferimento per ogni impresa per valorizzare anche queste iniziative e svilupparne di nuove».

«Proetica è stata antesignana, fin dal 2004, della promozione della cultura della sostenibilità nel nostro territorio e rappresenta un esempio riuscito di collaborazione tra imprese e professionisti su comuni obiettivi di miglioramento a vantaggio della comunità, della crescita economica e del benessere sociale – commenta Andrea Duodo, Presidente di Proetica -. Con questa ricerca di Fondazione Nord Est riceviamo spunti importanti per la nostra attività professionale e per la futura programmazione dell’attività di Proetica che vedrà presto un ampliamento della sua base associativa».

La ricerca, presentata durante l’apertura della Settimana della Sostenibilità  è stata condotta con una tecnica di indagine innovativa che ha permesso di raccogliere le informazioni direttamente dai siti web delle imprese. attraverso strumenti di web scraping per poi essere analizzate con tecniche di text mining e machine learning. Metodologie che permettono di analizzare un gran numero di società. Per la ricerca sono state considerati i siti web di 18.491 imprese, raccogliendo informazioni su ben l’83,1% delle società di capitali esistenti.

Se il 48,7% delle imprese entra nello specifico dei propri interventi di sostenibilità ambientale e il 24,8% di sostenibilità sociale, la ricerca si è focalizzata proprio su questo secondo ambito.

Veneto Economy - Settimana della Sostenibilità 2023

Quali imprese parlano di sostenibilità sociale? Soprattutto quelle di maggiori dimensioni (oltre i 50 milioni di fatturato), dove la percentuale arriva al 49%, mentre scende al 31,8% tra 10 e 50 milioni, al 16,6% tra i 3 e i 10 milioni. Quanto all’intensità con cui le imprese parlano di sostenibilità, emerge che le aziende di dimensioni maggiori ne parlano con maggiore intensità, seguono le medie e quelle sotto i 10 milioni, ma la distanza dell’intensità tra gli ultimi due gruppi è minima.

In altre parole, se è vero che la quota di imprese più piccole che parlano di sostenibilità sociale è minore, quando decidono di farlo adoperano la stessa intensità delle medie imprese.

In ambito settoriale, le imprese maggiormente “sensibili” alla sostenibilità sociale sono quelle del settore petrolifero (54,5%), prodotti farmaceutici (43,5%) e carta e prodotti in carta (37,2%). Tra le regioni risulta in testa il Friuli-Venezia Giulia (30%), seguito dal Trentino-Alto Adige (25,1%). Se si guarda all’intensità della comunicazione sulla sostenibilità, la classifica vede al primo posto il Veneto seguito dalla Lombardia.

Come si parla di sostenibilità sociale? Tra le parole più utilizzate nei siti web prevale il riferimento a etica e responsabilità sociale, a cui seguono i richiami ai diritti umani, alla salute dei lavoratori, al benessere delle persone e alle pari opportunità. Più nel dettaglio, sono quattro i cluster di imprese che utilizzano linguaggi simili: nel primo il linguaggio utilizzato associa termini tecnici come whistleblowing (la segnalazione di illeciti), CSR (Corporate Social Responsability) e anticorruzione, a termini più comuni come responsabilità sociale e benessere delle persone.

Nel secondo gruppo si declina la responsabilità sociale sui temi del lavoro, con termini come “pari opportunità”, “parità di genere”, “salute dei lavoratori”, “benessere dei lavoratori” e “sicurezza dei lavoratori”. L’intensità con cui si parla di sostenibilità in tali siti appare medio bassa e il target è quello dei possibili nuovi lavoratori. Un terzo gruppo si focalizza su “benessere delle persone” e “diritti umani”; con intensità medio alta e la comunicazione appare diretta ai clienti. Nel quarto cluster si utilizzano termini come Etico, “responsabilità sociale” e “codice etico”, con una trattazione meno specifica e intensità medio bassa.

In sintesi, emerge dalla ricerca che la responsabilità sociale è ormai entrata in pieno e in modo esplicito nel modo in cui le imprese del Veneto e del Nord Italia raccontano sé stesse, accanto alla sostenibilità ambientale già pienamente affermata. E si delineano possibili ambiti di miglioramento, nel raccontare di più e meglio le molte azioni di sostenibilità sociale che le imprese svolgono ma non presentano, forse non riconoscendole ancora come tali.

 

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