• 18/05/2024

Tappa Veneto, Disegnare il futuro 2023

 Tappa Veneto, Disegnare il futuro 2023

Si è svolta mercoledì 18 ottobre in Veneto la seconda tappa di Disegnare il Futuro, roadshow ideato da Italia Economy che mira a mettere in luce il futuro dell’innovazione attraverso riflessioni e testimonianze di imprese, istituzioni, start up

Dopo la tappa di Firenze è stata Padova a ospitare l’evento. L’ha fatto in una location d’eccezione: Le Village Triveneto. «Le Village Triveneto – indica il suo direttore Matteo Di Biagi – è un ecosistema aperto e dinamico che sostiene la crescita delle start up e accelera l’innovazione delle aziende, grazie alla sinergia e alla connessione tra le grandi corporate, le giovani imprese, gli investitori e il Gruppo Crédit Agricole».

Un teatro votato al futuro, dunque, che ha messo in luce il significato che oggi assume il termine innovazione, che non è più solo tecnologia e digitalizzazione, ma piuttosto è un unicum di intenti e visioni che pone l’uomo al centro del dibattito e che si propone come percorso volto a realizzare un futuro di sostenibilità ambientale e sociale.

In questo percorso, come ha sottolineato Giuliano Bianucci, direttore responsabile di Italia Economy e moderatore del panel istituzionale: «È quantomai fondamentale fare sistema», coinvolgendo settore pubblico e privato, e prestando grande attenzione alla formazione e ai giovani.

Un concetto ribadito da Valentina Montesarchio, vicesegretario generale di Unioncamere Veneto: «Il valore dell’innovazione è dato dalla rete che riusciamo a fare tra imprese e istituzioni e tra tutti gli attori non solo economici, ma anche sociali del territorio, che è poi la forza e la natura stessa del sistema delle camere di commercio a livello nazionale, le quali hanno al loro interno tutte le rappresentanze non solo imprenditoriali, ma anche dei consumatori, sindacati e professionisti».

Una rete che diventa punto di forza perché permette di ascoltare, creare fiducia, generare aggregazione e «rispondere alle esigenze delle imprese in maniera adeguata – continua Montescarchio – secondo una sussidiarietà orizzontale allargata al tessuto sociale».

Del resto, non esiste sostenibilità ambientale ed economica se non esiste sostenibilità sociale. «Stiamo definendo nuovi modelli organizzativi in cui la persona è al centro – indica Patrizia Garengo, professoressa ordinaria presso il Dipartimento di ingegneria Industriale dell’Università di Padova –. La tecnologia non può fare a meno di un approccio gestionale che ridefinisca l’organizzazione e investa sul capitale umano, il vero valore che fa la differenza. Le imprese sono chiamate a creare qualcosa di utile al territorio, che possa creare modelli sostenibili».

«Come imprese dobbiamo produrre marginalità, prodotti e servizi, ma non ci possiamo permettere di essere slegati dal contesto sociale del territorio – ha incalzato Alice Pretto, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto Est –. Sono le persone che popolano le aziende. E sono le persone che scelgono le aziende in cui lavorare. Il capitale umano è dunque la vera sfida di domani. Come Giovani Imprenditori Triveneto abbiamo redatto un documento che vuole fungere da guida per darci nuove regole a cui le nostre imprese possano ispirarsi per creare nuovi modelli».

Tra questi nuovi modelli si insinua una nuova visione del volontariato che non è più gioco di ruolo, ma elemento distintivo all’interno e all’esterno delle aziende. Indica Niccolò Gennaro, direttore generale CSV di Padova e Rovigo: «Serve scardinare il paradosso del volontariato per cui si è volontari solo nel momento in cui si indossa la giacchetta da “anima bella”. E occorre rendersi conto che rispetto a prima il mondo del volontariato è cambiato: i giovani non vogliono impegnarsi, esistono difficoltà burocratiche e difficoltà economiche.

Dobbiamo uscire da queste dinamiche per creare sviluppo secondo un obiettivo comune: la cura dei beni comuni e delle persone. Qui entra in gioco il tema dell’innovazione che non è più creare uno strumento magico, ma è ripensare le risorse in maniera creativa, per creare nuovi percorsi e connessioni.  Con una sinergia di interventi condivisi ad alto impatto sociale e misurabile che dia un ritorno sociale all’azienda per una comunità inclusiva orientata al benessere, che sia attrattiva».

Quello dell’attrattività è un tema condiviso tanto dal mondo delle istituzioni che da quello dell’impresa. «A Padova – afferma Laura Favaretti, responsabile Convention & Visitors Bureau (Consorzio DMO Padova) – stiamo registrando un incremento del turismo, segno che stiamo lavorando bene. Ma non basta: bisogna anticipare il futuro, lavorare sulla sostenibilità, comprendere le necessità per cogliere le opportunità».

L’attrattività si misura anche in sviluppo economico e sociale: «Sono lieta di comunicare che Padova è in lizza per essere nominata Capitale Europea dell’innovazione», esordisce Margherita Cera, assessore del Comune di Padova. Ma al di là dei titoli, continua Cera «Bisogna continuare a lavorare per rendere il territorio attrattivo investendo sull’innovazione. E l’innovazione si fa con le competenze e con il capitale. Serve un ecosistema forte, popolato da attori diversi che facciano crescere i propri valori: il Comune per il benessere del cittadino, l’Università per l’organizzazione, le imprese per l’economia. Puntiamo alla Padova magnetica».

In un mondo che cambia, il diktat è cambiare. Nel panel aziendale, moderato da Stefano Luccisano, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Toscana e ceo di Macoev, alcune testimonianze.

Per Tommaso Putin, vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione, l’innovazione si misura in sostenibilità ambientale e sociale: «L’innovazione tecnologica e digitale ci ha permesso di evolvere i prodotti, rispondere alle esigenze dei clienti, amalgamare i collaboratori. Oggi ci permette di essere sostenibili. Abbiamo attivato un progetto di recupero degli scarti umidi che vengono trasformati in fertilizzante. L’obiettivo è eliminare gli sprechi».

Roberto Anesin, Director Intermediaries & Digital Insurance Business di ARAG, individua nell’innovazione tecnologica lo strumento che ha permesso di avvicinare l’agente assicurativo al cliente, tanto da modificare il mondo assicurativo: «Oggi l’assicurazione non è solo chi paga i danni, ma è anche il consulente che dà accesso alla giustizia. La tecnologia è fattrice abilitante perché aiuta ad accedere ai servizi in ogni momento».

Servizi che presuppongono clienti. «La sfida della Pubblica Amministrazione è vedere il cittadino come un cliente per rispondere in maniere efficiente ed efficace ai suoi bisogni mediante servizi dedicati, facili da utilizzare e accessibili», interviene Francesca Clementi, Associate Partner IBM Consulting Italia.

È anche una questione di mentalità. “L’innovazione fa parte di noi che lavoriamo in T4i – dichiara Elena Toson, coo di T4i Technology for Propulsion and Innovation Spa –. Lo spazio ci spinge ad andare oltre, a cercare di migliorarci ogni giorno. Questa mentalità si traduce in nuovi modelli organizzativi aziendali e in modelli di vita quotidiana che mirano al miglioramento».

Una prospettiva verso cui guardano le imprese italiane anche se, secondo l’esperienza di Carlo Pasqualetto, co-founder e ceo AzzurroDigitale, molte aziende lavorano ancora con strumenti analogici, partiamo da una base arretrata rispetto ad altri Paesi: «È in corso una trasformazione, ma facciamo ancora molta fatica».

Il cambiamento però sta diventano urgente, soprattutto in funzione della richiesta dei giovani, che puntano ad aziende con una propria vision, a contenuto tecnologico e capaci di valorizzare le risorse.

Per Susanna Martucci Fortuna, ceo e founder Alisea S.r.l. Società Benefit Certified B Corp e vincitrice Premio GammaDonna 2023, la vision si identifica con il buonsenso: «Riprogettiamo lo scarto in progetti semplici e soprattutto utili». Grazie a questo buonsenso, mediante l’innovazione, l’azienda trasforma gli scarti in prodotti sostenibili.

Il che ci riporta nella consapevolezza che oggi l’innovazione non può prescindere dalla “responsabilità sociale”, aspetto fortemente sentito da Valentina Galesso, fondatrice Va Oltre L’essenziale, la cui azienda si fonda su innovazione tecnologia (tradotti in metodi estrattivi innovativi) e sociale, secondo un approccio collaborativo che riqualifica e incentiva le persone.

Si chiude così la seconda tappa del roadshow di Italia Economy. Tappa che ha saputo offrire interessanti spunti di riflessioni su un tema caldo come quello dell’innovazione. Fondamentale, oggi, è fare rete tra imprese, istituzioni, scuola e università per tracciare le linee di un futuro sostenibile, tecnologico, inclusivo, in cui l’uomo si trova al centro del dibattito.

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Foto © JBS Agency

Fabiana Gilardi

Redazione

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