• 02/03/2024

Veneto sostenibile, dati di scenario

 Veneto sostenibile, dati di scenario

Padova

La strategia sostenibile del Veneto per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 

 

In base ai dati elaborati dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), il Veneto è tra le regioni a più alta attenzione per progetti ecosostenibili. Il focus è, dunque, non solo sulla sostenibilità ambientale e il contrasto ai cambiamenti climatici, ma anche su uno sviluppo equilibrato dell’economia e della società.

La Regione Veneto è anche il primo ente locale italiano che ha presentato al Parlamento una proposta di Legge costituzionale per la modifica degli articoli 2, 9, 41 e 44 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente e di promozione dello sviluppo sostenibile: la proposta è arrivata il 20 dicembre 2019 dal Consiglio regionale del Veneto, con la finalità di introdurre nella Costituzione i principi della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

Inoltre, è una delle otto regioni italiane che si è dotata di una Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile (SRSvS), documento che mira a individuare i principali strumenti per contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS) nonché ai goal e ai target contenuti nell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile adottata nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il 12 maggio 2020, dopo un lungo percorso di confronto con la società civile e gli stakeholder, la Giunta regionale ha adottato la propria strategia con un approccio trasversale ai diversi temi, valorizzando le specificità, le capacità e le potenzialità delle comunità e dei territori veneti da mettere anche a disposizione dell’Italia.

La fase di stesura della Strategia regionale in Veneto ha seguito un metodo di lavoro che si basa su tre pilastri e nove linee guida: essi riassumono il processo verso una governance multilivello più coerente e integrata dello sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni, sociale, economico e ambientale. I pilastri sono: visione e leadership, processi partecipati, impatto.

Visione e leadership: favorire una guida unitaria dei processi che si basi sul coordinamento tra vertice politico, aree e settori al fine di favorire una visione unitaria del cambiamento e soprattutto con una maggiore integrazione tra banche dati regionali e strumenti conoscitivi e operativi.

Processi partecipati: fondare il processo di formulazione della SRSvS sulla partecipazione proattiva e la co-governance degli stakeholder regionali e degli altri livelli di governance del sistema regionale. La partecipazione deve avvenire attraverso più canali per garantire l’accesso generalizzato.

Impatto: accrescere l’orientamento verso la valutazione dell’impatto delle politiche di sviluppo sostenibile basato su fonti di dati accreditate e aggiornate e su strumenti in grado di valutare l’unitarietà, la coerenza e l’integrazione delle politiche orientate a un efficace perseguimento della SRSvS. Nel concreto, per rafforzare coerenza, unitarietà e integrazione della propria governance dello sviluppo sostenibile, la Regione ha agito sviluppando azioni interne ed esterne.

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Venezia

Con riferimento alle azioni interne, si segnalano in particolare le seguenti:

  1. Cabina di regia regionale del processo di definizione della Strategia regionale, al fine di perseguire il massimo grado di coerenza del percorso;
  2. Accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare, che ha finanziato tutte le regioni al fine di dare supporto e coerenza fra le diverse strategie regionali e quella nazionale;
  3. Programmazione regionale: i lavori per la definizione della Strategia hanno riguardato preliminarmente la verifica della coerenza tra i 17 Goals dell’Agenda 2030 e gli atti di pianificazione e di programmazione e il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2020-2022 con i relativi obiettivi strategici e gestionali, da cui emerge già un’importante attenzione della Regione verso la sostenibilità;
  4. Accordo istituzionale tra Regione del Veneto, ARPAV e Università degli Studi di Padova per il coinvolgimento della società civile in un percorso coerente, integrato e partecipato di sviluppo di idee e proposte per uno sviluppo sostenibile, anche con una azione dedicata specificatamente al mondo della scuola;
  5. Analisi del posizionamento del Veneto rispetto ai 17 Goals, al fine di costituire una base solida.

Per quanto riguarda invece le azioni esterne, si segnalano in particolare le seguenti iniziative:

  1. Protocollo d’Intesa per lo Sviluppo Sostenibile del Veneto: la Regione del Veneto ha sottoscritto un Protocollo d’intesa per un Veneto Sostenibile con 294 soggetti, tra comuni, società pubbliche, università ed enti di ricerca, associazioni e imprese. Il Protocollo impegna tutti i sottoscrittori a rafforzare le proprie azioni e partnership per lo sviluppo sostenibile del territorio;
  2. Sito web e attività di comunicazione: si è sviluppata un’intensa attività di comunicazione esterna e di coinvolgimento che ha accompagnato e accompagnerà tutto il processo di costruzione della Strategia e della sua successiva attuazione, in particolare, con il sito web, nel quale è presente anche una rassegna stampa dedicata ai temi della sostenibilità;
  3. Banca dati territoriale: facendo riferimento ai dati ufficiali prodotti dal Sistema Statistico Nazionale, è stata elaborata e messa a disposizione nel sito web una banca dati a livello provinciale con i dati disponibili riferiti agli indicatori relativi ai 17 Goals, con l’obiettivo di avere non solo una visione di insieme, ma anche una visione più territorializzata, oltreché fornire un valido supporto alle amministrazioni locali;
  4. Forum provinciali: sono stati avviati 7 forum provinciali a cui hanno partecipato istituzioni locali, imprese pubbliche e private, associazioni, università ed enti di ricerca ed altri enti di varia natura. I forum hanno sviluppato e raccolto proposte, spunti, idee dei partecipanti su quattro tematiche che nel Rapporto di Posizionamento del Veneto rispetto ai 17 Goals sono emerse come centrali: economia circolare; territori e stili di vita sostenibili; turismo sostenibile; consumo di suolo e rigenerazione;
  5. Forum dei giovani: coordinato da ARPAV, il forum ha consentito alle scuole del territorio di candidarsi per elaborare progetti di sostenibilità ispirati ai 17 Goals. Hanno aderito 18 istituti superiori. Il Goal 12 (Consumo e produzioni responsabili) ha attratto il maggiore interesse tra i giovani seguito dal Goal 15 (Vita sulla terra) e dai Goal 5 (Parità di genere) e 13 (Lotta contro il cambiamento climatico).
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Verona

Il posizionamento del Veneto rispetto ai 17 Goals

Prendendo le mosse dai contenuti del Rapporto di Posizionamento del Veneto rispetto ai 17 Goals dell’Agenda 2030, di seguito vengono evidenziati i punti di forza e gli ambiti di miglioramento emersi dalla misurazione degli indicatori statistici comparabili con le medie nazionali e con le altre regioni.

Punti di forza

Il funzionamento del sistema economico, del sistema formativo e del sistema sociosanitario e di protezione civile sono tra i maggiori punti di forza del Veneto. La Regione ha registrato una crescita del Pil tra le più elevate d’Italia e politiche attive del lavoro basate su un sistema di istruzione di elevata qualità che hanno potenziato e migliorato il raccordo tra il sistema produttivo e il sistema della formazione professionale.

Il rischio di povertà ed esclusione sociale è nettamente inferiore a quello della media italiana ed europea, così come è ridotta la percentuale di giovani che abbandonano il sistema scolastico; si tratta di aspetti molto delicati a cui prestare attenzione con politiche attive. In generale migliorano le competenze acquisite dai giovani a scuola, sopra la media nazionale. In Veneto il sistema sociosanitario regionale è eccellente e questo si riflette sullo stato di salute dei cittadini veneti, in costante miglioramento.

Anche il sistema di governo del rischio di esposizione a eventi naturali estremi è considerato efficiente. La percentuale di famiglie e imprese connesse a banda larga è superiore alla media nazionale. Anche il sistema abitativo veneto risulta migliore rispetto alla situazione media nazionale per quanto concerne problemi come inquinamento acustico e condizioni strutturali delle abitazioni.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il Veneto ha un’elevata percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, un elevato consumo interno di materie prime e un costante aumento di enti pubblici che acquistano beni e servizi adottando criteri ambientali minimi (CAM). Inoltre, sono complessivamente in calo le emissioni di CO2, sia pure con rilevanti differenze tra le province venete. Anche lo stato chimico di laghi e fiumi è migliore della media nazionale, così come il loro stato ecologico. L’indice di abusivismo edilizio infine è tra i più bassi d’Italia, così come l’indice di delittuosità.

Ambiti di miglioramento

Dall’analisi del posizionamento emergono alcuni elementi di criticità, soprattutto nell’area ambientale, in particolare nel Goal 15 (Vita sulla terra) e nel Goal 6 (Acqua pulita e servizi igienico sanitari). Tali criticità vengono di seguito raggruppate secondo le tre dimensioni della sostenibilità, a partire da quella ambientale. Sostenibilità ambientale Le principali criticità sono sintetizzate da alcuni indicatori: inquinamento dell’aria, elevato tasso di impermeabilizzazione e di consumo di suolo, scarsa efficienza delle reti idriche, scarsa percentuale di trattamento delle acque reflue, bassa percentuale di energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili ed elevato consumo energetico.

Inoltre, per la diffusa presenza di colture specializzate, si registra un’elevata concentrazione per ettaro di superficie di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Inoltre, l’utilizzo di superfici agricole destinate a produzione biologica è di molto inferiore alla media nazionale. Basso è anche il numero di imprese dotate di certificazione ambientale.

Sostenibilità sociale

Si evidenzia che il tasso di fecondità delle donne è inferiore alla media e il saldo della popolazione è ancora negativo. Si rilevano inoltre criticità che riguardano in particolare la crescita dell’incidenza della povertà relativa individuale, la crescita dell’obesità infantile, l’elevato consumo di alcol nella popolazione con più di 14 anni; critico è anche il dato sull’incidentalità stradale, il cui tasso di decrescita è comunque superiore alla media nazionale.

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Rovigo

Sostenibilità economica

Si registra il peggioramento di alcuni indicatori relativi al tasso di disoccupazione e di mancata partecipazione al lavoro. Il tasso di occupazione femminile è piuttosto inferiore rispetto a quello maschile. La percentuale di giovani laureati tra i 30-34 anni è ancora lontana dagli obiettivi europei. Per quanto concerne la mobilità, cresce la percentuale di popolazione che dichiara di avere problemi di collegamento con mezzi pubblici nella zona in cui risiedono. Un altro dato critico riguarda l’efficienza del sistema giudiziario, in particolare la durata dei processi civili, che appare in peggioramento.

Tra gli organismi che promuovono la sostenibilità c’è Veneto Green Cluster, una Rete Innovativa Regionale che aggrega le migliori eccellenze nell’ambito della valorizzazione dei rifiuti, coinvolgendo settori industriali orientati alla fornitura di beni e servizi ambientali e imprese impegnate a ridurre l’impatto ambientale dei propri processi produttivi e dei propri prodotti. Oltre a sostenere e sviluppare progetti di ricerca e innovazione, Veneto Green Cluster promuove le attività di internazionalizzazione che i partner aderenti alla RIR intendono condividere: studi e ricerche di mercato, partecipazioni a fiere internazionali, eventi di incoming, ricerca partner produttivi e commerciali.

Gli obiettivi della rete sono i seguenti: ricerca di soluzioni industriali per il mantenimento, il più a lungo possibile, del valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse; sviluppo o sperimentazione di tecnologie per la valorizzazione dei rifiuti industriali e/o loro riduzione o inertizzazione; promozione di un’economia circolare e sostenibile, a basse emissioni di biossido di carbonio, capace di utilizzare le risorse in modo efficiente e generare nuovi vantaggi competitivi.

Veneto Green Cluster sta sperimentando in vari campi la possibilità di recuperare risorse dai rifiuti: lo sta facendo in modo sistematico, metodico ed organizzato, grazie ad un sistema informativo che gestisce tutte le fasi di ricerca e sperimentazione. I principali temi di ricerca sperimentale sono i seguenti: impiego di scarti di acciaierie in edilizia; recupero della FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani) in impianto integrato biogas-alghe; recupero delle plastiche eterogenee per la produzione di asfalti modificati; recupero e riciclo del cartongesso in edilizia; recupero di molecole bioattive da scarti di frutta; recupero di dispositivi di protezione individuale in una filiera circolare.

Grazie a tutte le risorse attivate nel campo della sostenibilità, il Veneto è tra le prime quattro regioni per numero di attivazioni green jobs, dopo la Lombardia e prima dell’Emilia- Romagna e del Lazio: lo dice il rapporto GreenItaly 2023 di Fondazione Symbola e UnionCamere, secondo il quale in questi territori è concentrato il 51,9 per cento dei nuovi contratti.

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Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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