• 21/05/2024

Zanon, l’IA nel mondo del fotoreportage

 Zanon, l’IA nel mondo del fotoreportage

Ph ©Barbara Zanon

“Beauty is everywhere” è il (falso) fotoreportage di guerra dal fronte ucraino realizzato con l’intelligenza artificiale dall’artista Barbara Zanon

Barbara Zanon è la fotoreporter nota alle cronache nazionali per la creazione di un falso reportage di guerra dal fronte ucraino realizzato con l’intelligenza artificiale.

Il progetto “Beauty is everywhere” non è mai stato esposto ed è stato presentato per la prima volta lo scorso ottobre al Festival Informatici Senza Frontiere di Rovereto (TN), che ha dedicato all’intelligenza artificiale il tema dell’ottava edizione. “Beauty is everywhere” ritrae anziani vestiti a festa, con un bouquet di fiori, circondati dalle rovine di un mondo distrutto, bombardato, irriconoscibile.

Solo che tutto quello che si vede non è mai esistito, non sono mai esistiti quei corpi, quei volti, quei luoghi e non sono mai esistite quelle vesti, quei fiori e quei gioielli perché le immagini sono state realizzate interamente con l’IA utilizzando la piattaforma Midjourney.

Barbara Zanon, perché ha scelto di usare l’IA per realizzare un (falso) reportage di guerra?

«Volevo mostrare alle persone quanto sia facile manipolare l’opinione pubblica. Le immagini, spesso utilizzate come potenti strumenti di comunicazione, possono essere facilmente distorte o falsificate per influenzare il nostro modo di pensare. Immagini che sembrano divertenti o ironiche a prima vista, come il Papa con il Moncler o Trump arrestato devono farci riflettere sulla veridicità di ciò che vediamo».

Quando ha iniziato a usare Midjourney e a capire che l’IA avrebbe modificato il suo lavoro?

«Ho iniziato a utilizzare Midjourney non appena è stata lanciata. L’ho sperimentata subito con entusiasmo, ma poi l’ho abbandonata per riprenderla mesi dopo, a febbraio dello scorso anno. L’evoluzione è stata impressionante: le immagini generate erano diventate incredibilmente realistiche.

Mentre prima un piccolo dettaglio fuori posto poteva essere un indicatore di manipolazione, oggi la tecnologia ha raggiunto un livello tale che anche un occhio allenato potrebbe avere difficoltà a rilevare discrepanze.

Ho condiviso molte delle immagini false che ho creato con amici fotografi e nessuno di loro ha notato nulla di sospetto e a mia volta ho esaminato immagini create da altri e mi sono resa conto che è diventato difficile distinguere tra ciò che è reale e ciò che è generato artificialmente.

Solo le imperfezioni fisiche sono evidenti, come una mano con sei dita o un arto posizionato in modo innaturale, sembrano essere ancora discriminanti. La tecnologia ha compiuto passi da gigante, sfidando la nostra capacità di distinguere tra realtà e artificio».

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Ph ©Barbara Zanon

Quale sarà il futuro della fotografia con l’intelligenza artificiale?

«Il futuro della fotografia è inesorabilmente legato all’integrazione dell’intelligenza artificiale nel flusso di lavoro del fotografo. Già ora strumenti come Photoshop utilizzano l’IA per compiere operazioni sorprendenti, come ricostruire parti di un’immagine non visibile o modificare aspetti come l’abbigliamento di una persona in pochi secondi, rendendo la foto completamente plausibile.

Sebbene questa implementazione di intelligenza artificiale offra opportunità straordinarie per l’innovazione e la creatività, ci sono settori, come la fotografia giornalistica, in cui la veridicità e l’accuratezza delle immagini sono fondamentali ed è essenziale che i fotografi continuino a svolgere il loro ruolo.

In questi casi dovrebbe intervenire l’Ordine dei Giornalisti stabilendo delle linee guida chiare che promuovano la verifica accurata delle immagini prima della loro pubblicazione. Al contrario, settori come la fotografia commerciale e pubblicitaria potrebbero subire pesanti trasformazioni.

La capacità di creare volti su misura e costruire immagini ad hoc potrebbe portare alla scomparsa delle figure tradizionali coinvolte in una produzione fotografica, come fotografi, truccatori e parrucchieri, inoltre la creazione digitale permette di ambientare le immagini virtualmente ovunque.

In sintesi, mentre l’intelligenza artificiale rivoluziona la fotografia introducendo nuove opportunità e sfide, è essenziale considerare le implicazioni etiche e preservare l’integrità delle immagini, specialmente in contesti giornalistici che richiedono affidabilità e verità».

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Barbara Zanon

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Simona Savoldi

Giornalista e addetta stampa

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